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Costruire le reti sociali per la prevenzione (progetto EITfood SOCIAL CAPITAL IN LOCAL FOOD SYSTEMS)

Quale ruolo attivo possono svolgere le reti sociali nella prevenzione della salute? Come possono essere utilizzate dalle istituzioni e dagli operatori?

Il progetto “Social capital in local food systems: Increasing capabilities of diabetic people in deprived”, svolto, nell’ambito del programma EITfood (European Institute of Innovation & Technology), dal Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche e dall’Atlante del cibo del Dipartimento Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, condotto nella seconda metà del 2021, ha realizzato una sperimentazione per sviluppare il sistema di prevenzione nelle aree più a rischio di diabete della città di Torino ed in particolare nel quartiere delle Vallette, attraverso un rafforzamento delle reti sociali e un loro uso finalizzato ad influenzare i comportamenti protettivi della salute.

Questa strategia nel programma EITfood si concentra sul sistema del cibo, che per il suo radicamento culturale e la sua importanza per le persone di qualsiasi classe e condizione sociale, rappresenta un punto di partenza ideale per utilizzare i sistemi di relazioni fiduciarie nei gruppi informali e negli ambienti sociali per far passare informazioni e influenze utili ad aumentare la capacità delle persone di tenere sotto controllo la propria salute. Tuttavia, il metodo si può applicare a qualsiasi ambito e tipo di rischio.

In un arco temporale breve (circa un mese), attraverso il coinvolgimento delle reti sociali attivate, con cui sono stati svolti incontri di formazione e riflessione, è stata lanciata una campagna centrata sull’idea che nelle reti sociali è presente molta conoscenza già disponibile e facilmente accessibile sulle persone e sui loro comportamenti, che se opportunamente utilizzata e messa a disposizione delle strategie preventive può guidare gli sforzi per intercettare le persone a rischio. Inoltre, nelle reti c’è maggiore fiducia tra le persone, e quindi anche i suggerimenti vengono ascoltati. Infatti, con questo metodo, prima sono stati identificati da amici e conoscenti i soggetti potenzialmente a rischio, poi sono stati invitati dagli stessi a recarsi in farmacia per rispondere ad un questionario validato sul rischio effettivo di diabete e, sulla base dell’esito, si sono sottoposti volontariamente a un test della glicemia a digiuno.

Delle 31 persone che si sono recate in farmacia, 12 hanno ottenuto un referto di glicemia al di sopra della soglia di rischio, con l’invito a farsi seguire dal medico di famiglia. Ciò significa che le reti sociali quando sono coinvolte sono anche sagge ed efficaci, visto che sanno trovare le persone che sono realmente a rischio.

Scarica il report “ Chronic disease & risk factors. Results of the urban pilot project in Turin founded by EIT Food innovation programme”

Sintesi a cura di Silvia Pilutti – Prospettive ricerca socio-economica s.a.s.

silvia.pilutti@prospettivericerca.it