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IL SISTEMA

Atlante del Cibo 2020. Ripensare il sistema alimentare: ritorno al futuro

in IL SISTEMA/ITALIA/NEWS by

4 incontri online 30 giugno-2 luglio

In questi mesi di emergenza il sistema del cibo, nelle sue molteplici dimensioni – dalla produzione alla trasformazione, dall’approvvigionamento al consumo – è stato allo stesso tempo oggetto e soggetto del cambiamento. Da un lato, ha certamente subito le misure di contenimento della pandemia di COVID 19; dall’altro, tuttavia, è forse uno degli ambiti che più rapidamente ha saputo riorganizzarsi per reagire alla crisi. Lo ha fatto in modi diversi, talvolta opposti, dall’alto e dal basso; sperimentando soluzioni innovative, ma anche rispolverando saperi, abitudini e pratiche tradizionali; combinando forme diverse di solidarietà, di lavoro e di socialità. In questo quadro, l’emergenza che abbiamo vissuto, e che ancora stiamo vivendo, ha costretto il sistema alimentare a trasformarsi repentinamente, in ragione di criticità e opportunità vecchie e nuove.

In questo ciclo di incontri, che prende il posto della tradizionale presentazione del rapporto annuale dell’Atlante, ci confrontiamo con alcuni attori del territorio per provare a ripensare il sistema del cibo, alla luce dell’emergenza che ne ha evidenziato la fragilità, ma anche la resistenza e la resilienza. L’obiettivo sarà dunque capire, insieme, come affrontare crisi che dureranno nel tempo e, contemporaneamente, valorizzare innovazioni, nuove relazioni e reazioni temporanee e strutturali.

Programma da scaricare

Qui il link della piattaforma WEBEX dove potete trovare l’accesso a tutti e 4 gli eventi

La password per l’accesso ai webinar è Atlas

Qui il link per la diretta su FACEBOOK dell’Atlante

7 febbraio. Presentazione del Protocollo di Intesa fra l’Atlante e gli Enti del territorio

in ITALIA/NEWS/TORINO METROPOLI by

Il 7 febbraio 2020, presso la Sala delle Colonne del Comune di Torino (ore 12.00), verrà presentato il Protocollo di Intesa fra l’Atlante del Cibo e gli Enti Territoriali. Con la sottoscrizione del documento, al gruppo dei soci fondatori (Università di Torino, Politecnico di Torino, Università di Scienze Gastronomiche e Camera di commercio di Torino) si aggiungono il Comune e la Città Metropolitana di Torino, Urban Lab e Ires Piemonte.

Per gli enti saranno presenti: la Sindaca di Torino Chiara Appendino; il Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna; il Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco; il ProRettore dell’Università di Scienze Gastronomiche Nicola Perullo; il Segretario Generale della Camera di commercio di Torino Guido Bolatto; il Direttore di IRES Piemonte Marco Sisti; la Presidentessa di Urban Lab Elena Dellapiana e la Direttrice di Urban Lab Valentina Campana.

Comune di Torino
Sala delle Colonne
ore 12.00 – 13.00

L’Atlante del Cibo al convegno “Una buona mensa è una mensa buona”

in NEWS/PROGETTI/TORINO METROPOLI by

Il 6 dicembre 2019 l’Atlante ha partecipato al convegno dal titolo “Una buona mensa è una mensa buona. Pasti sani e sicuri. Come renderli anche più saporiti? ” con la presentazione di una corposa ricerca condotta sul sistema di refezione scolastica delle scuole primarie del Comune di Torino.

Il lavoro, dal titolo “Pasto a scuola e benessere degli allievi
Analisi degli impatti in termini di igiene e sicurezza, nutrizione, sostenibilità ambientale e sociale del servizio di ristorazione scolastica e dei pasti domestici nelle scuole primarie del Comune di Torino” è stato guidato da Egidio Dansero e Alessia Toldo (Atlante del Cibo – CPS, Unito), Auxilia Grassi (DISVET, Unito) e Daniela Converso (Dipartimento di Psicologia, Unito). La ricerca sul campo, che ha coinvolto un campione di 18 scuole del territorio e i 4 centri cottura delle aziende di ristorazione, è stata svolta da un gruppo di giovani ricercatori: veterinari esperti in sicurezza e igiene degli alimenti (Anna Albertetti, Martina Nanotti, Eugenia Rossi); tecnologi alimentari (Davide Consolmagno, Fabio Scarnato, Dario Stabile); sociologi e psicologi della salute (Alessia Cambiano ed Elisabetta Atzeni).

L’obiettivo principale del progetto, condotto in stretta collaborazione con il Comune di Torino, è stata l’elaborazione di indicazioni, suggerimenti e proposte tese al miglioramento del pasto a scuola.
A tal fine, la ricerca – in continuità e coerenza con l’indagine di Customer Satisfaction condotta dal Comune di Torino, si è strutturata intorno a cinque attività principali:

  1. La valutazione igienico-sanitaria della preparazione dei pasti del servizio di refezione scolastica, attraverso l’osservazione dell’operato del personale dei centri di cottura per valutare il rispetto delle indicazioni fornite dal Capitolato d’Appalto, dal Pacchetto Igiene e dal Reg. CE 2073/05 (e s.m.i.);
  2. L’analisi sensoriale dei pasti del servizio di refezione scolastica, attrvaerso l’assaggio delle pietanze immediatamente dopo la loro preparazione e in fase di distribuzione delle scuole, al fine di valutare l’evoluzione qualitativa dell’alimento, l’influenza del fattore tempo e individuare le azioni correttive.
  3. L’osservazione del momento del pasto, in termini di benessere psicofisico di tutti gli alunni/e;
  4. Le interviste qualitative al corpo insegnante, al fine di comprenderne il punto di vista rispetto al pasto a scuola.

Qui potete scaricare tutte le presentazioni del convegno.

Toward the Turin Food Policy. Good Practices and Visions

in TORINO METROPOLI by

All’interno del progetto Food Smart Cities for Development Giacomo Pettenati e Alessia Toldo, insieme a Maria Bottiglieri, dirigente del Settore Cooperazione Internazionale e Pace del Comune di Torino, hanno condotto un primo esercizio di mappatura di esperienze virtuose, fra politiche, progetti e pratiche, di tipo istituzionale ma anche di natura marcatamente bottom up, localizzate principalmente all’interno della città di Torino. La mappatura è stata presentata all’interno di una pubblicazione, scaricabile gratuitamente come ebook dal sito di FrancoAngeli (qui il link) che raccoglie anche scritti di altri autori, che riflettono sulle visioni per una futura politica del cibo della città. Il volume è chiuso da uno scritto di Wayne Robert, storico attivista sui temi delle food policies e Direttore del Toronto Food Policy Council dal 2000 al 2012, che propone una serie di riflessioni sulle potenzialità di Torino Metropolitana rispetto ai temi della pianificazione alimentare.

La mappatura delle pratiche, seppur senza pretesa di esaustività (sarà presto disponibile una versione italiana della pubblicazione, con un aggiornamento di una ventina di pratiche) rappresenta un esercizio tanto importante quanto strategico, non solo perché ha aggiunto un tassello in termini di conoscenza e rappresentazioni del sistema alimentare urbano; ma anche perché è stata una buona occasione di dialogo e confronto fra i suoi diversi soggetti, contribuendo potenzialmente a orientare la governance alimentare della città verso un orizzonte di maggiore integrazione, partecipazione e sostenibilità.

La schedatura restituisce un panorama ricco e variegato, segno di un grande interesse e coinvolgimento sui temi del cibo nelle sue varie dimensioni (ambientale, sociale, culturale, economica, ecc.). Una prima analisi tematica, a cui ne stanno seguendo altre legate alla natura dei soggetti, dei territori coinvolti, dei rapporti con le istituzioni, etc…) mostra un primo gruppo che tratteggia l’evoluzione della governance alimentare urbana attraverso la schedatura dei già citati processi e delle progettualità europee di più ampio respiro (fra cui i progetti Torino Smile, Torino Capitale el Cibo, Nutrire Torino Metropolitana).

Nel secondo, invece, vengono presentate quelle esperienze che, pur perseguendo finalità commerciali, si collocano all’interno di una logica più sistemica di promozione e sostenibilità del ciclo alimentare, non solo in termini economici, ma  anche ambientali e sociali. In quest’ottica sono state censite pratiche come quelle degli alternative food networks (i Farmer’s Market, i Gruppi di Acquisto Solidali), ma anche proposte istituzionali e non per la (ri)costruzione e valorizzazione del rapporto fra prodotti locali e territorio e fra produttori locali e consumatori.

Il terzo gruppo raccoglie le progettualità accomunate da obiettivi espliciti di sostenibilità ambientale, in particolare per quanto concerne l’utilizzo agricolo degli spazi verdi, urbani e periurbani, fortemente promosso ed esplicitamente sostenuto dalla pubblica amministrazio­ne attraverso progetti puntuali (gli orti urbani, circoscrizionali, gli orti sociali, ecc.) ma anche iniziative più sistematiche, come il progetto Torino Città da Coltivare.

Il quarto è dedicato alle progettualità di cooperazione internazionale allo svi­luppo sui temi della sicurezza alimentare e del diritto al cibo. La seconda concerne invece la dimensione culturale del cibo, compresi gli eventi che contribuiscono a consolidare l’immagine (esterna e interna) di Torino città del cibo (basti pensare a Terra Madre-Salone del Gusto).

Il quinto ripropone solo alcune delle attività ordi­narie e delle iniziative più puntuali che vedono coinvolti sul tema più ampio del cibo e dell’alimentazione i due atenei (Politecnico e Università) e i tanti centri di ricerca. Questa mappatura di esperienze virtuose è stata un esercizio tanto importante quanto strategico, non solo perché ha aggiunto un tassello in termini di conoscenza e rappresentazioni, seppur non esaustive, del sistema alimentare urbano; ma an­che perché è stata una buona occasione di dialogo e confronto fra i suoi diversi soggetti, contribuendo così a orientare la governance alimentare della città verso un orizzonte di maggiore integrazione, partecipazione e sostenibilità.

Inoltre, il censimento delle pratiche mo­stra la loro generale antecedenza rispetto ai processi di food policy e rivela un tessuto sociale e culturale pronto e maturo per essere coinvolto in una strategia più complessa e strutturata.

In questo senso, se l’obiettivo più importante, allo stato attuale, è far convergere e dialogare pratiche e processi, nonostante scale e micro-finalità differenti, la domanda più cruciale riguarda il territorio pertinente a questa azione di governance: qual è la scala giusta su cui agire? La città, la Città metropolitana? L’area dei comuni metropolitani più prossimi a Torino? E come intrecciare queste diverse scale?
Infine, in questo elenco di questioni aperte non può mancare la necessità di interrogarsi sulle forme di legittimazione dei processi e sui canali di dialogo e azione fra le istituzioni e i decision maker, il possibile soggetto di riferimento delle urban food policy (Food Council o Food Commission) e gli attori del sistema, in un’ottica di costruzione di nuove forme di dialogo tra rappresentanza istituzionale e competenze.

 

Per approfondimenti
Bottiglieri M., Pettenati G., Toldo A., 2016, Toward Turin Food Policy. Good Practices and Visions. Milano: FrancoAngeli.
Bottiglieri M., Pettenati G. , Toldo A., 2016,  Verso la Food Policy di Torino: processi e buone pratiche, Territorio, 79, pp. 27-29, ISSN 1825-8689

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